Noi siamo di più (e non lo sappiamo ancora)

Scritto da
Ercole Boni
Pubblicato il
25 Novembre 2020
Su cosa possiamo contare per vivere una vita sufficientemente felice, piena, bella, e per uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati?

“Nessun mondo nuovo, senza un nuovo linguaggio” 

Ingeborg Bachmann

Dal mio osservatorio professionale e dalla mia esperienza, sento di poter affermare che abbiamo bisogno di strumenti, riferimenti, modelli, idee che ci aiutino a ritrovare maggiore fiducia verso noi stessi e verso la vita, come individui e come comunità globali.

Abbiamo bisogno di comprendere che ciò che dobbiamo accendere è un processo di consapevolezza, che parta dalla presa di coscienza di avere un grande problema, che passi per l’attivazione di energia motivante insieme a un senso di responsabilità fresco, nuovo, adulto, globale.

E dunque abbiamo bisogno di individuare una strategia vincente, di trovare una direzione, e di attuare comportamenti e azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo relativo allo stesso tempo al benessere personale e ambientale (le due cose sono inscindibili).

Tanti aspetti delle nostre vite stanno cambiando, viviamo un cambiamento epocale che influisce sulle emozioni, sul lavoro, sull’ambiente, sulle relazioni, sulla salute psicofisica. 

Dal mio punto di vista può essere importante acquisire maggiore consapevolezza delle proprie e altrui emozioni, e sviluppare “l’intelligenza multipla” di cui ha scritto Howard Gardner@, uno dei maggiori studiosi in questo ambito scientifico, parlando di intelligenza emotiva, sociale, naturalistica, esistenziale, interpersonale (conoscenza degli altri), e intrapersonale (conoscenza di sé).

A livello soggettivo si può lavorare per cambiare almeno in parte la storia personale e incidere in maniera proattiva per condizionare l’ambiente; possiamo apportare cambiamenti a livello cognitivo (linguaggio, apprendimento, attenzione percezione, memoria), e a livello emotivo, ponendo la giusta attenzione ai bisogni e ai sentimenti, e acquisendo consapevolezza del proprio modo di essere e di relazionarci con noi stessi e con l’Altro. Ricordiamo che tutte le attività creative, cognitive, emotive, corporee, meditative, riflessive,  insieme all’azione e al fare, concorrono alla modificazione della struttura e delle funzioni del nostro cervello. 

La consapevolezza non è una qualità fissa e immutabile e quindi possiamo diventare tutti più consapevoli per cercare di fermare il declino in atto. E allora immaginiamo ed evidenziamo alcuni punti su cui focalizzare l’attenzione, relativi all’acquisizione di consapevolezza di cui abbiamo bisogno per realizzare il cambiamento (cambia-mente)

  • individuare strumenti e pratiche per l’autosostegno e il mutuo aiuto
  • imparare a gestire in maniera costruttiva i conflitti
  • sviluppare reti e collegamenti virtuosi
  • sentire e diffondere positività e messaggi incoraggianti
  • definire nuovi e vecchi valori di riferimento

Abbiamo a disposizione una serie di attività naturali preziose (camminare, meditazione, focusing, yoga, tai-chi, la lista è lunga e ognuno può trovare la più adatta), la cui pratica facilita la connessione con i propri movimenti interni, le sensazioni, i sentimenti, le emozioni, le immagini, insieme all’incremento della capacità di osservazione e di autosservazione. 

Diventare consapevoli di cosa siamo, delle nostre risorse e della nostra forza, ci porta a scoprire che siamo molto di più di quello che siamo. E molti di più. 

@ Howard Gardner è uno psicologo statunitense, docente di Scienze cognitive e dell’educazione e Psicologia alla Harvard University, noto in tutto il mondo per i suoi studi sull’intelligenza. Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza (1987) edito da Feltrinelli è il suo libro più famoso

Articolo di Ercole Boni counselor formatore e supervisore, Focusing trainer

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